ACCORDO STATO-REGIONI 2025: REP. ATTI N. 59/CSR – Formazione obbligatoria in materia di SSL & Compliance 231

Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Il 17 aprile 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo Accordo (Rep. atti n. 59/CSR), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025. Obiettivo dell’intesa è riunire, aggiornare e armonizzare tutti i precedenti accordi in materia di formazione sulla sicurezza (2011-2016), definendo su base nazionale:

  1. Destinatari e percorsi formativi obbligatori
  2. Durata minima e contenuti essenziali per ciascuna figura
  3. Modalità di erogazione e requisiti di verifica e monitoraggio

Destinatari e percorsi formativi

L’Accordo si applica a tutte le figure previste dal D.Lgs. 81/08 e dal DPR 177/11 che operano in contesti a rischio:

  • Lavoratori: formazione generale + formazione specifica in base al livello di rischio (basso, medio, alto);
  • Preposti: corso dedicato per la sorveglianza e il coordinamento della sicurezza;
  • Dirigenti: corso per la gestione organizzativa e gestionale della sicurezza;
  • Datori di lavoro: corso base di 16 ore (con modulo cantieri di 6 ore se impresa affidataria);
  • RSPP/ASPP: moduli A, B e C per la qualificazione del servizio di prevenzione e protezione;
  • Coordinatori nei cantieri (CSP/CSE): percorso di 120 ore, suddiviso in moduli giuridico, tecnico, metodologico e pratico;
  • Operatori in ambienti confinati o sospetti di inquinamento: corso di 12 ore con parte pratica obbligatoria;
  • Addetti a specifiche attrezzature(gru, carrelli, PLE, pompe, raccoglifrutta, ecc.): moduli teorico-pratici secondo l’elenco all’Accordo.

Modalità di erogazione e requisiti

Tutte le attività formative devono rispettare precise regole organizzative e di qualità:

  • Modalità d’erogazione
  • Presenza in aula
  • Videoconferenza sincrona (no smartphone)
  • E-learning su piattaforma LMS tracciata
  • Blended learning (in presenza + online)
  • Requisiti dei formatori
  • Enti istituzionali (Regioni, INAIL, Università…)
  • Enti accreditati regionali con almeno 3 anni di esperienza formativa
  • Organismi paritetici, fondi interprofessionali, associazioni sindacali
  • Registrazioni e verifiche
  • Registro presenze (cartaceo o elettronico)
  • Frequenza minima 90 % delle ore
  • Verifica finale dell’apprendimento (test, colloquio, prove pratiche)
  • Valutazione del gradimento dei partecipanti
  • Monitoraggio dell’efficacia formativa sul campo (verifiche pratiche in azienda)
  • Attestati
  • Contenuti obbligatori (dati del corso, ore, modalità, esito)
  • Conservazione da parte del formatore per 10 anni

Implicazioni con il D.Lgs. 231/01 e aspetti di compliance 231

Il nuovo Accordo Stato-Regioni assume un ruolo strategico anche nell’ambito del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001:

  • Formazione come presidio di prevenzione reati
  1. La mancata formazione o una formazione non conforme può costituire fattore aggravante in caso di reato presupposto ex 231;
  2. L’inserimento delle nuove regole formative nel Modello 231 rafforza l’efficacia dei protocolli di prevenzione;
  • Ruolo dell’Organismo di Vigilanza (OdV)
  1. Verifica che i piani formativi aziendali siano aggiornati alla nuova disciplina;
  2. Controlla che i corsi siano erogati da soggetti accreditati e che siano documentate presenze, verifiche e efficacia;
  3. Analizza periodicamente gli eventuali scostamenti tra rischi valutati e contenuti formativi erogati;
  • Integrazione nel Modello 231
  1. Inserire gli obblighi formativi (attestati, registri, verbali) nelle procedure operative;
  2. Definire responsabilità interne per la pianificazione, il monitoraggio e la conservazione documentale;
  3. Prevedere audit interni (es. checklist formative) per garantire traceability e conformità;
  • Miglioramento continuo
  1. Utilizzare i risultati delle verifiche di efficacia per aggiornare il Documento di Valutazione Rischi (DVR);
  2. Integrare feedback e azioni correttive nel sistema di gestione integrato (231 – ISO – OHSAS).

Conclusioni e best practice

Per le aziende diventa cruciale:

  • Mapparele figure aziendali e i relativi fabbisogni formativi alla luce del nuovo Accordo;
  • Pianificarecorsi entro i termini di adeguamento (12 mesi per la prima applicazione);
  • Documentareogni fase (registro, verbali, attestati, verbali OdV) in modo centralizzato e sicuro;
  • Monitorarel’efficacia e aggiornare DVR e procedure 231;
  • Integrareall’interno del Modello 231 le responsabilità e i controlli in materia di formazione.